Il blog di Francesco Spadafora

11
Set
2017
Una vendemmia senza mezze stagioni
Una vendemmia senza mezze stagioni

Qualche giorno dopo la fine della raccolta della mia ventiquattresima vendemmia...

C'era un tempo nel quale la natura andava a braccetto con le stagioni. Esistevano le mezze stagioni, d'inverno pioveva e faceva freddo e si aspettava la primavera quando le gemme, riscaldandosi al sole, si schiudevano e con la temperatura moderata ci si avvicinava all'estate. L'estate non era una parola che trasmetteva calore ma, bensì, colori e le foglie coprivano le piante ed i grappoli sotto il loro tetto maturavano con il sorriso. Poi arrivava il momento della raccolta ed era la festa: i grappoli raggiungevano la cantina e producevano un mosto profumato ed allegro e quell'odore penetrante della fermentazione faceva da preludio ad un buon bicchiere di vino.

C'è un tempo nel quale la natura è stata messa nelle condizioni di confondersi, saltano le stagioni, d'inverno arrivano i temporali con sbalzi di temperatura ed i grappoli hanno perso ogni riferimento e qualche volta smarrita la strada della cantina.

C'è un uomo che soffre per la natura, le sta vicino, pota le piante e si cura dei figli, aspetta i grappoli in cantina, li incoraggia e li esorta a superarsi per far sì che diano quello che sono in grado di dare. Quest'uomo ha un gran rispetto per la natura, sogna le mezze stagioni, la pioggia normale ed un caldo normale, si addormenta avendo già vissuto il periodo dell'anticiclone delle Azzorre ma si sveglia con l'anticiclone africano e guarda quei grappoli che ridanno quel succo che la pianta gli aveva dato, per far sì che, la pianta viva e si sacrifichi per una giusta causa.

L'uomo giustifica e si adatta e cercherà di fare quello che può per potere bere il suo bicchiere di vino insieme agli amici.

 

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