Il blog di Francesco Spadafora

17
Lug
2017
Grillo e Nero d'Avola, chiamiamoli con il loro nome
Grillo e Nero d'Avola, chiamiamoli con il loro nome

La decisione, ormai ufficiale, di vietare la possibilità di etichettare come Terre Siciliane Grillo e Terre Siciliane Nero d'Avola i due vitigni, a partire dalla vendemmia 2017, ma solo sotto il cappello della Doc Sicilia mi spinge ad alcune considerazioni personali.

La prima che viene spontanea è come sia possibile che due vitigni regolarmente autorizzati dall'Assessorato di competenza, possano essere tracciati dalla loro produzione per poi scomparire al momento in cui vanno in bottiglia negando, di fatto, la possibilità al consumatore di sapere con quali uve venga prodotto un vino.

La seconda è più di ordine sociologico perché la Sicilia, con questa sua decisione, dimostra come, nonostante si pregi del fatto di essere al centro del Mediterraneo e di passaggio in qualche modo da un oceano all'altro e nonostante abbia ricevuto in dono, proprio perché di passaggio, tutti quei prodotti agricoli che poi ci hanno reso famosi nel mondo, oggi con atto di grande egoismo, dichiari al modo che questi due vitigni sono di sua specifica proprietà, pur avendo utilizzato, per generazioni, vitigni affermati in altre parti del mondo.

La scusa ufficiale è che così si preservano le caratteristiche di questi vitigni perché si dovrebbero imbottigliare solo in zona di produzione, ovviamente deroghe a parte, ma in realtà ciò farà sì che troveremo in giro, a nome Sicilia, milioni di bottiglie a prezzi sconcertanti, ma Doc, perché prodotte da tutti quelli che pagando l'uva a prezzi molto bassi potranno permettersi di commercializzare il prodotto a prezzi da saldi, il tutto targato Sicilia.

Sarebbe stato un modo per dimostrare al mondo che chi lavora Grillo o Nero d'Avola commercializzato fuori regione lavora un prodotto di fascia più bassa così da consentire a chi lo lavora a casa di potere spuntare un prezzo più alto .

Spesso ci si lamenta che la Sicilia non fa sistema e che ha permesso a tutti di prendere decisioni a casa nostra dettate da altri e così, anche questa volta , non si farà sistema e molti continueranno a lavorare sul proprio brand aziendale piuttosto che su un banale Terre Siciliane Bianco o Rosso.

Abbiamo accolto il grano, l'olivo, il pomodoro e la patata ma ora non vogliamo che nessuno usi il nostro Grillo ed il nostro Nero d'Avola, che nel frattempo, da anni, è stato piantato un po' in giro nel mondo.

Va bene per il Primitivo poterlo coltivare in California, va bene per la Barbera e per il Sangiovese ma non andrà bene per il Grillo o Nero d'Avola, facendole così scomparire dalle uve “socialmente utili”.

Noi, Principi di Spadafora, produrremo sempre Grillo e Nero d'Avola e lo chiameremo simpaticamente in altro modo e continueremo a spiegare che quelle bottiglie sono prodotte con quelle uve perché un giorno non si possa dire che il provincialismo ci appartiene.

 

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