Il blog di Francesco Spadafora

13
Nov
2016
Vino naturale non è sinonimo di buon vino
Vino naturale non è sinonimo di buon vino

Molto spesso oggi dire “vini naturali” è considerato sinonimo di qualità. Capita invece di assaggiare vini che rientrano in questa categoria ma già quando li giri nel bicchiere capisci subito che se li assaggi rischi di avere una pessima opinione non solo di quelli ma del vino in genere. Perché sono oggettivamente cattivi.

Ho assaggiato, recentemente, vini che già al naso erano assolutamente sgradevoli. Qualcuno di questi, per puro senso del dovere e della cronaca, ho provato ad assaggiarlo nonostante il mio naso gridasse no e l'effetto non è cambiato perché in bocca era ancora peggio. Ho incrociato lo sguardo di mia moglie, abbiamo abbassato il bicchiere e sorridendo entrambi abbiamo pensato che quel vino andava offerto a chi ci vuole male, se mai ci fosse qualcuno.

Produrre vino che fermenta con i propri lieviti, dopo avere preparato un pied de cuve, vino a cui non aggiungi solforosa e che poi terrai in vasca di acciaio e che travaserai quando serve, vino che durante le fermentazione userai per le più artigianali tecniche di rimontaggi, non deve significare produrre vino che poi non puoi più definire vino. Sgradevole ma siccome naturale automaticamente buono e di qualità.

Anche noi a Virzì produciamo un vino la cui uva fermenta spontaneamente senza usare lieviti selezionati, al quale non aggiungiamo solforosa. Lo produciamo sia in bianco che in rosso ma se il risultato fosse quello descritto prima, quella sgradevolezza che ho trovato nei vini assaggiati o odorati, lo avremmo buttato.

Il vino prossimo vino si chiamerà “Siriki”. E vi assicuro una piena riconciliazione all'idea del vino naturale fatto bene.

 

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