Il blog di Francesco Spadafora

31
Ott
2016
I nostri vini si portano dietro chili di terra sulle spalle
I nostri vini si portano dietro chili di terra sulle spalle

L'altro giorno mi hanno chiesto se ho mai pensato ad una cantina in particolare come modello di riferimento ed io ho risposto che non ci avevo mai pensato e che questa era una domanda alla quale non riuscivo a dare risposta.

In realtà, pensandoci qualche giorno dopo, non ho mai considerato Spadafora una cantina ma piuttosto un luogo dove coltivare l'uva senza, necessariamente, che questa venga spremuta per produrre vino, un luogo dove il colore delle foglie che crescono è più importante del riflesso violaceo dentro un bicchiere o di un riflesso giallo paglierino intenso per un bicchiere di bianco.

Questo forse è un motivo per il quale non ho saputo trovare risposta alla domanda chi fosse un riferimento, perché intorno a me sento solo parlare di mode da seguire nel bicchiere e poco di come si arriva al bicchiere.

Non so se vigneron ci si diventa perché per me ci si nasce e quindi è un privilegio, considerare la cantina un luogo dove senti musica ed assaggi delle particelle di vigneto, a seconda, se coltivate in alto a 400 metri ed esposto a nord o se a 250 metri ed esposto a sud .

Questo mi aiuta a pensare che, almeno vicino a me, non ho tanti modelli da seguire e che debba solo aiutare la pianta a dare il massimo anno dopo anno se voglio continuare ad andare nel luogo dove si sente musica e si assaggiano particelle di vigneto.

 

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